Brunello di Montalcino  

Il Brunello di Montalcino è prodotto esclusivamente con uve della varietà Sangiovese provenienti dal territorio comunale di Montalcino. Non solo le uve devono provenire da qui, ma in questa ben definita area geografica devono avvenire anche tutte le operazioni di vinificazione, affinamento (sia in legno che in bottiglia), conservazione ed imbottigliamento. Il colore di questo vino è di un aspetto limpido e brillante, caratterizzato da una bella tonalità rosso rubino, leggermente tendente al granato quanto più procede l’invecchiamento. Il suo profumo è decisamente intenso e persistente, con sentori fruttati e di vaniglia ma anche di legno aromatico e sottobosco. Il sapore di questo vino è leggermente tannico ma caldo, armonioso, persistente e robusto.

Amarone della Valpolicella 

L’Amarone della Valpolicella nasce dalla zona classica di Negrar e nei comuni limitrofi. Nello specifico il disciplinare recita: “il territorio di produzione comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Marano, Fumane, Negrar, S. Ambrogio, S. Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, S. Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, S. Mauro di Saline e Montecchia di Crosara. Sempre secondo il disciplinare di produzione, le uniche varietà di uva (vitigni) ammesse per la denominazione Amarone DOCG sono Corvina, Corvinone e Rondinella. Oggi l’Amarone della Valpolicella è uno dei vini più pregiati e famosi del territorio veneto ma anche in passato godeva di prestigio: infatti è stato DOC fin dal 1968 e dal 2010 è DOCG (di origine controllata e garantita)

Barolo

Il Barolo è un vino dal pronunciato colore rosso granato, a tratti rubino e che presenta riflessi aranciati col progredire dell’invecchiamento; il suo profumo è intenso, complesso e particolarmente persistente. A seconda del periodo di invecchiamento questo vino presenta differenti note all’olfatto: mentre nei vini più giovani predominano i sentori floreali e fruttati, di rosa, viola, prugna e ciliegia, in un vino più maturo si riscontrano note terziarie come cuoio, goudron (catrame) e spezie come cannella, pepe o vaniglia. Esiste anche un particolare tipo di Barolo aromatizzato, detto Barolo Chinato: viene addizionato di zucchero, alcool ed erbe aromatiche come ad esempio il rabarbaro, la radice di genziana e la China calissaia, i cui aromi vengono estratti tramite una macerazione a temperatura ambiente.particolarmente persistente. A seconda del periodo di invecchiamento questo vino presenta differenti note all’olfatto: mentre nei vini più giovani predominano i sentori floreali e fruttati, di rosa, viola, prugna e ciliegia, in un vino più maturo si riscontrano note terziarie come cuoio, goudron (catrame) e spezie come cannella, pepe o vaniglia.

Barbaresco

Il Barbaresco DOCG è un vino elegante, di notevole consistenza e dal gusto evoluto. Si potrebbe dire quasi balsamico, per via del lungo invecchiamento che ne precede la commercializzazione. Il vino viene considerato “pronto” per essere bevuto dopo almeno 4-8 anni dalla vendemmia, ma nulla vieta di lasciarlo maturare ancor più a lungo. Alcuni Barbareschi vengono lasciati invecchiare anche sino a 30 anni, con risultati eccellenti. Si presenta un colore rosso granato; con il procedere dell’invecchiamento è possibile osservare la comparsa di caratteristici riflessi aranciati. Il profumo etereo, intenso e caratteristico richiama ai sentori di frutta e spezie.

Chianti

Nel vino Chianti Classico DOCG il colore deve essere intensamente rubino, con profumi floreali e di frutti rossi. Il sapore è asciutto, pieno e intensamente e tannico; con il procedere della maturazione, questo si affina sempre più diventando vellutato e morbido al palato. La gradazione alcolica minima per il vino Chianti Classico è di 12° per quello giovane, mentre il “Riserva” deve avere un contenuto volumico in alcol almeno di 12.5°. Secondo il disciplinare di produzione, la commercializzazione del vino Chianti può essere effettuata solo a partire dal 1° ottobre dell’anno successivo alla vendemmia, mentre per la denominazione “Riserva” l’invecchiamento minimo obbligatorio previsto è di 24 mesi, dei quali almeno tre devono essere trascorsi per un periodo di affinamento in bottiglia. In etichetta, infine, deve essere chiaramente specificata l’annata di produzione delle uve.

Masseto

La collina di Masseto è un luogo unico. Reso tale dalla generosità del clima mediterraneo, questo piccolo vigneto gode di una vista straordinaria, che si estende fino alla costa toscana, e di un mosaico di terreni diversi, tra i quali la presenza eccezionale dell’argilla grigia. La lieve brezza che arriva dal mare durante i caldi mesi estivi, l’intensità dei raggi solari e la peculiarità del terreno permettono alle viti di crescere e maturare in ottime condizioni e contribuiscono ad assicurare la favolosa combinazione di freschezza e maturità che caratterizza Masseto. La ricerca dell’eccellenza comincia da subito, dal primissimo momento. La raccolta del Masseto, pertanto, è oggetto di molteplici attenzioni: quando bisogna iniziare a raccogliere in ciascuno degli appezzamenti che compongono il vigneto Masseto? Perché raccogliere solo manualmente? Perché raccogliere solo alcuni grappoli e lasciare gli altri finché non saranno perfettamente maturi? Oltre ai necessari criteri tecnici, sono ancora l’esperienza umana e l’interpretazione, l’abilità e la passione a governare queste scelte. 

Sassicaia

Per anni, questo vino rimase dominio strettamente privato. Solo più tardi, il marchese si accorse che invecchiando migliorava considerevolmente, e fu in quel momento (era il 1965) che decise di piantare altri due vigneti in posizione più elevata. Con l’annata 1968 il Sassicaia uscì sul mercato con un’accoglienza degna di un premier cru. Un contributo importante al miglioramento qualitativo arrivò anche dalla consulenza di Giacomo Tachis, enologo degli Antinori, con i quali gli Incisa erano imparentati. Il Sassicaia detiene un primato: è il primo (e per ora unico) vino italiano di una specifica cantina, che, come succede in Francia per altri pochissimi vini celeberrimi, ha una DOC riservata appositamente. Infatti, la denominazione Bolgheri Sassicaia la può utilizzare esclusivamente la Tenuta San Guido (di proprietà della famiglia Incisa della Rocchetta) per il suo vino corrispondente (questo perché Sassicaia è un cru in Bolgheri interamente posseduto da Tenuta San Guido).

Montepulciano d'Abruzzo

Il Montepulciano d'Abruzzo da solo rappresenta oltre l'80% del totale dei vini a denominazione prodotti in Abruzzo ed è tra i primi tre vini DOC prodotti in Italia. Riconoscerlo è facile: un invitante rosso rubino intenso, l'inconfondibile profumo di frutti rossi, fiori e spezie, il sapore asciutto, morbido, giustamente tannico, rendono il Montepulciano d'Abruzzo unico. Viene ottenuto unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non deve essere superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno. Dimostra di essere complesso e di stoffa superiore se maturato a lungo in botti di rovere.

Gewürztraminer

Il Gewürztraminer è un vino bianco ed aromatico che nel nostro Paese è prodotto principalmente in Alto Adige; ottenuto da uve profumate, questo vino è spesso utilizzato nelle scuole di sommelier come esempio classico al fine di consentire l’apprendimento di quel che riguarda le componenti volatili ed aromatiche. Il colore del Gewürztraminer è un bel giallo paglierino, che può diventare di una gradazione più carica fino a raggiungere tonalità dorate e color ottone. Il profumo è intenso, persistente ed aromatico, dalla dolcezza che richiama quella delle uve di origine e che in sé racchiude odori di lavanda, rosa, spezie e canditi, ma anche di fiori d’arancio e chiodi di garofano. Il sapore è gradevolmente aromatico e pieno, ma anche asciutto, morbido ed equilibrato. Gli aromi rimangono piacevolmente in bocca anche dopo diverso tempo, lasciando un retrogusto fortemente aromatico ed intenso.

Aglianico 

Vino a Denominazione di Origine Controllata originario della provincia di Potenza, e definito non a caso “Barolo del Sud” per via delle sue eccellenti caratteristiche organolettiche per certi versi simili a quelle del rinomato vino piemontese. In questa guida scopriremo le origini e la storia dell’Aglianico del Vulture DOC, le diverse tipologie nelle quali viene prodotto e alcuni suggerimenti per gustarlo al meglio. L’Aglianico del Vulture è un vino prodotto con uve di un vitigno autoctono del territorio, l’Aglianico appunto, coltivato in zone collinari a quote comprese fra 200 e 700 metri s.l.m. Si ritiene che questo vitigno sia stato introdotto nell’Italia meridionale ai tempi della Magna Grecia; sul territorio e in letteratura sono presenti numerose testimonianze che ci raccontano di come in età antica questo vino fosse uno dei capisaldi dell’economia locale.

Franciacorta

Il processo di produzione del Franciacorta è molto lungo e complesso. Si parte dalla vendemmia, che viene condotta tra la fine di agosto e l’inizio di settembre: i grappoli vengono raccolti a mano e accuratamente trasportati alle cantine. Qui avviene la spremitura, che viene condotta separatamente per le uve provenienti dai diversi vitigni, e che porta all’ottenimento del cosiddetto “mosto fiore”. Questi mosti verranno utilizzati, nella primavera successiva, per dare origine alla cuvée, ovvero una mescolanza di vini provenienti da diversi vitigni ma anche diverse annate. Il produttore è quindi in grado di scegliere i “dosaggi” dei vari componenti del vino, fino ad ottenere prodotti unici e diversissimi fra cantina e cantina. Caratterizzato da un colore paglierino più o meno intenso, talvolta con bagliori lucenti e riflessi dorati o verdognoli. Il perlage è finissimo e persistente, e caratterizzato da una spuma ricca. Il profumo è fruttato, delicato, ampio e complesso, che richiama i sentori di frutti di bosco e mele acerbe. Il sapore è armonico.

Champagne

Lo Champagne è prodotto esclusivamente dalle uve coltivate, vendemmiate e trasformate in vino nella regione delimitata della Champagne, in Francia. Le uve impiegate per produrre lo Champagne possiedono caratteristiche che non si trovano in nessun altro luogo al mondo e che sono determinate dalla particolare geografia, dal terreno e dal clima della regione della Champagne. Lo Champagne è prodotto dalla naturale fermentazione dei lieviti in bottiglia, in conformità con i rigidi criteri definiti dal quadro normativo vigente in Champagne, che regola ogni aspetto della produzione del vino. Sono autorizzati solo tre vitigni: Chardonnay, Pinot Noir, Pinot Meunier. Processo naturale di vinificazione noto come "Méthode Champenoise" Invecchiamento minimo di 15 mesi.